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30 giugno 2005

piango lacrime nere

Mi sono resa conto di non aver capito niente in tutto questo tempo. Di aver colpevolizzato qualcuno di torti che in fondo erano anche opera mia.

È brutto rendersi conto di aver sbagliato, no? È molto più facile prendersela con gli altri che con sé stessi, è anche meno doloroso. Ed io per tanto tempo ce l’ho avuta con una persona, una persona che forse non aveva colpe.

Perché io quando si tratta di ragazzi, parto sempre prevenuta: tutti stronzi, pensano tutti ad una sola cosa, ti prendono solamente in giro, guardano solo l’aspetto fisico e se ne fregano del resto.

Per la prima volta oggi mi rendo conto realmente di quanto questi pregiudizi possano essere infondati in alcuni casi. Ho pensato che l’unica persona sensibile tra di noi fossi io, che tu eri il tipo forte, sicuro di te… ma forse non mi ero accorta che avevi anche tu le tue insicurezze, le tue paure, i tuoi dubbi. Sai, dico sempre in giro di essere una persona forte: lo dico agli altri, lo dico a me stessa, lo dimostro. Un carattere forte, una personalità forte… non amo mostrare le mie debolezze, sono delle cose che nascondo a tutti, facendomi risultare di conseguenza fredda, distante… una statua di marmo con un cuore di pietra. Ma c’è chi sa che non sono così. C’è chi conosce le mie paure, la mia fragilità, le mie paranoie. C’è chi può testimoniare in giro che io sono una persona vera, non sono un’insensibile, come spesso faccio pensare. E c’è stato qualcuno a cui ero pronta a dare tutta me stessa, pregi e difetti, punti forti e punti deboli. Ma questo qualcuno non li ha voluti accettare: chissà, forse non capiva l’importanza di quel gesto, forse non gli interessava, forse ho sbagliato io, come sempre. So solo che questo ha contribuito a creare tutta quella rabbia che è in me, quell’insoddisfazione continua rivolta a me stessa, e a tutto ciò che mi riguarda, quell’insicurezza così forte da non permettermi di essere a mio agio con nessuno, neanche con le amiche.

Allora mi chiedo spesso “quanto ci vorrà per curare questo mio malessere? O almeno chi ci vorrà per farlo?”

E la cosa che fa dispiacere è che daresti tutto ad un ragazzo, senti che faresti tutto per lui, ci pensi giorno e notte, mentre lui a malapena ti guarda. E ti fa sentire così stupida, ti fa venire voglia di cambiare tutto di te, di essere diversa solamente per piacere a lui.

E quando pensi di aver superato tutto questo, prometti a te stessa che non soffrirai mai più così per un ragazzo, che non permetterai mai a nessuno di trattarti come lui ha trattato te. Finché non arriva un altro lui, che ti illude, entra nei tuoi pensieri, e poi così come è entrato, ne esce. E dopo di lui ne arriva un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora. Forse la vita sarà piena di questi arrivi e di queste partenze. E magari sarà piena quindi di delusioni e di sofferenza.

Tornando a quel ragazzo, so che ormai è tutto chiuso, sono stata io a volerlo, e continuo ancora adesso a pensarla in questo modo, ma nonostante tutto questo, vorrei che sapesse che so che ho sbagliato. Lo so e non immagina quanto mi dispiace.




permalink | inviato da il 30/6/2005 alle 20:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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